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Dopo il parere positivo del Consiglio di Stato il Ministero dell’Ambiente ha inviato alla Commissione Europea lo schema di regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto da carta e cartone ai sensi dell’articolo 184-ter, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
- Qui il testo del Regolamento pubblicato sul sito della Commissione Europea: Regolamento_EoW_carta_cartone_
Il Decreto riporta i criteri che devono essere rispettati affinché i rifiuti di carta e cartone cessino di essere qualificati come rifiuti, per poter diventare prodotti da essere immessi nel successivo processo industriale. I requisiti da rispettare affinché la carta cessi la qualifica di rifiuto sono quelli previsti dalla norma EN 643 e sono riportati nell’Allegato 1.
La Commissione europea e gli altri Stati membri hanno tempo fino al 7 settembre prossimo per pareri o osservazioni, pertanto fino a tale data il regolamento non può essere applicato in Italia.
Vedasi anche nostre precedenti circolari: Parere-positivo-del-consiglio-di-stato-sul-decreto-end-of-waste-carta
Per Unirima questo rappresenta un altro grande risultato grazie al lavoro svolto dalla nostra associazione che si è fatta parte attiva per chiedere l’emanazione del Decreto End of Waste e – sin dal primo incontro con la struttura tecnica del Ministero dell’Ambiente – abbiamo chiesto che il decreto fosse conforme a quanto previsto dalla norma EN 643 e che fosse inserito un limite anche per la frazione organica.
Lettera congiunta filiera della carta su schema decreto legislativo recepimento direttive (Atto 169)
Unirima si è attivata da subito per porre all’attenzione delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato gli effetti negativi sul settore delle imprese del recupero e riciclo del contenuto dei commi 8 e 9 dell’art. 1 dello schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2018/851 (ATTO di governo 169), con i quali vengono introdotti anche due nuovi allegati (L-Quater ed L-Quinquies) che – invece di limitarsi a recepire l’art. 3 della Direttiva 851/2018 – introducono elementi volti ad apportare modifiche sostanziali all’attuale sistema di classificazione dei rifiuti in “urbani” e “speciali” e che, di fatto, stravolgono il principio della Direttiva.
La formulazione prevista nei commi 8 e 9, che riguarda le modifiche agli articoli 183 e 184 del D.Lgs. 152/06, “trasforma” infatti tutti rifiuti “speciali” di cui all’allegato L-Quater (tra cui tutta la carta) e prodotti dalle attività di cui all’Allegato L-Quinquies, in rifiuti “urbani”. Tali rifiuti sarebbero sottratti al mercato per essere sottoposti alla privativa comunale. Vedasi alcune delle nostre comunicazioni in merito:
- L’allarme-di-Unirima-rifiuti-speciali-come-quelli-urbani-ecco-la-norma-che-scava-la-fossa-alleconomia-circolare/
- Perche-lo-schema-di-decreto-legislativo-di-recepimento-della-direttiva-rifiuti-rischia-di-cancellare-le-imprese-del-recupero-riciclo/
- Audizione-Unirima-alla-commissione-ambiente-della-camera-dei-deputati-2/
Dato che circa il 60% delle 6,6 milioni di tonnellate di materia prima secondaria derivante dal recupero della carta proviene da raccolta differenziata di rifiuti “speciali”, effettuata presso attività industriali, commerciali e artigianali e dunque su superfici private, se la legge fosse approvata così come è stata formulata, tali quantitativi diventerebbero da un giorno all’altro rifiuti “urbani” pertanto non potrebbero più essere gestiti nell’ambito delle raccolte differenziate dei rifiuti “speciali”. Tale norma impatterebbe quindi sull’intera filiera della carta.
Abbiamo ritenuto opportuno come UNIRIMA condividere la problematica con le altre associazioni che rappresentato il settore delle cartiere e delle cartotecniche e con il Comieco inviando una lettera, a firma congiunta dei rispettivi Presidenti, ai relatori delle commissioni ambiente di Camera e Senato, per rappresentare in modo completo le preoccupazioni filiera del recupero/riciclo della carta.
L’interesse della filiera della carta è quello di avere un quadro equilibrato tra privativa comunale e mercato, occorre quindi lasciare nell’ambito dei rifiuti “speciali” – e non trasformarli in “urbani” e quindi soggetti alla privativa comunale come prevede il testo attuale – i rifiuti prodotti da attività artigianali e industriali (compresi i magazzini di produzione), i rifiuti provenienti da attività commerciali e di servizio.
E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 5 giugno il Decreto del Ministero dell’Ambiente 21 aprile 2020 “End of Waste – Modalità di organizzazione e di funzionamento del registro nazionale “REcer” per la raccolta delle autorizzazioni rilasciate e degli esiti delle procedure semplificate concluse per lo svolgimento di operazioni di recupero – Attuazione articolo 184-ter, comma 3-septies, Dlgs 152/2006”
Il testo: DM 21 aprile 2020_REcer con annesso Allegato I
Il nostro approfondimento: www.unirima.it/dm-21-aprile-2020-registro-nazionale-autorizzazioni
Una misura inserita nello schema di decreto legislativo di recepimento delle direttive europee sull’economia circolare “trasforma” tutti i rifiuti speciali recuperabili prodotti dalle attività industriali, artigianali e commerciali in rifiuti urbani, stravolgendo quindi il meccanismo dell’assimilazione e trasformandosi un una pietra tombale per le migliaia di imprese del riciclo.
L’allarme di UNIRIMA, esposto anche nel corso dell’audizione alla Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati del 26 maggio, nel servizio di Ricicla TV:
- L’allarme-di-Unirima-rifiuti-speciali-come-quelli-urbani-ecco-la-norma-che-scava-la-fossa-alleconomia-circolare/
- Perche-lo-schema-di-decreto-legislativo-di-recepimento-della-direttiva-2018-851-rischia-di-cancellare-le-imprese-del-recupero-riciclo
- Audizione-unirima-alla-commissione-ambiente-della-camera-dei-deputati-2/
Le modifiche apportate al “Pacchetto Economia Circolare” costringeranno alla chiusura migliaia di imprese del settore del recupero e riciclo. A lanciare l’allarme è UNIRIMA, l’associazione nazionale che rappresenta le imprese del comparto della raccolta, recupero, riciclo e commercio della carta, in riferimento allo schema del decreto legislativo di recepimento della direttiva europea 2018/851, ora all’esame delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato.
- Il comunicato stampa di UNIRIMA: CS UNIRIMA 01_06_2020
Qui il link ad alcuni articoli che hanno ripreso il nostro comunicato stampa e l’audizione in Commissione Ambiente Camera Deputati:
- Ricicla TV/Assimilazione-lallarme-Unirima-rischio-le-filiere-del-riciclo
- E-gazette.it/Unirima-rifiuti-speciali-non-siano-assimilati-urbani
- Repubblica.it/Unirima_lancia_sos_sui_rifiuti_speciali
- Cronache_03_06_2020
- Italia Oggi/Con equiparazione rifiuti-speciali-a-quelli-urbani-addio-al-riciclo
- Road to Green2020/addio-a-riciclo-ed-economia-circolare/
- Riparte Italia/a-rischio-la-tenuta-delle-imprese-del-settore-recupero-e-riciclo
- Ricicla News.it/SOS-Unirima-rifiuti-speciali-come-quelli-urbani-sono-la-tomba-della-green-economy
- Eco dalle Citta.it/notizie/Rifiuti-speciali-e-rifiuti-urbani-allarme-Unirima-cancellazione-distinzione-sarebbe-la-tomba-del-riciclo
- Agenzie Stampa 01 giugno 2020
Qui il link ad un nostro precedente approfondimento: Perche-lo-schema-di-decreto-leg-di-recepimento-direttiva-rischia-di-cancellare-le-imprese-recupero-riciclo
EuRIC, la confederazione europea alla quale UNIRIMA aderisce e partecipa, ha predisposto una brochure volta a supportare il riciclo della plastica in Europa come contributo importante all’Economia Circolare.
- Qui il testo: EuRIC – Plastic Recycling Facsheet
Nella scheda informativa sono sono riportati i tipi di plastica più comunemente usati, le sfide che affronta l’industria europea del riciclaggio meccanico delle materie plastiche nonché le raccomandazioni per affrontarle al meglio e superarle.
La brochure comprende anche i vantaggi ambientali e l’importanza economica del riciclaggio della plastica.
- Qui il comunicato stampa di EuRIC: Press Release – EuRIC – Plastic Recycling FactSheet

