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Con riferimento al vigente Accordo Quadro Anci Conai, il Comitato di Verifica dell’accordo quadro ha provveduto a formalizzare la revisione annuale dei corrispettivi riconosciuti per la raccolta delle diverse frazioni di imballaggio e per le prestazioni aggiuntive. Tali corrispettivi sono stati adeguati per l’anno 2023 con un incremento dell’8,1% rispetto a quelli del 2022. L’incremento è dovuto all’indice NIC 2022/2021 la cui variazione media annua è risultata pari appunto +8,1%.
I nuovi corrispettivi ANCI-CONAI 2023 sono riportati di seguito
Si è tenuta oggi l’audizione di Unirima presso la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati sull’Atto di Governo n.19 (Codice dei contratti pubblici). Di seguito il testo dello Schema di decreto legislativo recante codice dei contratti pubblici (articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78)
All’audizione ha partecipato il DG Francesco Sicilia, questo il documento presentato:
Il comunicato stampa diramato da Unirima dopo l’audizione: UNIRIMA _COMUNICATO STAMPA – AUDIZIONE SU CODICE APPALTI
Con la Delibera 17 gennaio 2023 9/2023/R/rif l’ARERA ha avviato un procedimento per la verifica dell’adempimento agli obblighi regolatori relativi alle tariffe di accesso agli impianti di trattamento, ai sensi della deliberazione 363/2021/R/RIF, nei casi in cui gli organismi competenti e i gestori non abbiano provveduto a trasmettere all’Autorità gli atti, i dati e la documentazione di pertinenza.
Con la suddetta delibera si conferisce mandato al Direttore della Direzione Ciclo dei Rifiuti Urbani e Assimilati, per l’acquisizione di tutti gli elementi necessari per procedere alla verifica della coerenza regolatoria degli atti, dei dati e della documentazione richiesta a fini tariffare. Si conferisce, altresì, mandato al Direttore della Direzione Ciclo dei Rifiuti Urbani e Assimilati, affinché proceda alla diffida dei soggetti (gestori degli impianti di trattamento e organismi competenti) che, senza aver previamente attivato i meccanismi di garanzia di cui all’articolo 9 della deliberazione 363/2021/R/RIF , non abbiano provveduto a trasmettere all’Autorità gli atti, i dati e la documentazione di pertinenza relativamente agli impianti individuati come “minimi”, ovvero agli impianti “intermedi” da cui provengano flussi indicati come in ingresso a impianti di chiusura del ciclo “minimi”, richiedendo ai medesimi soggetti di inviare, entro trenta giorni, le informazioni necessarie e comunicando che, in caso di mancato adempimento, saranno esclusi (con efficacia biennale) eventuali incrementi delle tariffe di accesso agli impianti di trattamento, riservandosi comunque di procedere secondo quanto stabilito dall’articolo 2, comma 20, lettera c), della legge 481/95.
Obiettivo del provvedimento è anche quello di chiarire se, come segnalato nelle scorse settimane dall’Antitrust, qualcuno tra i soggetti obbligati abbia utilizzato il meccanismo in maniera impropria per introdurre forme di “protezionismo locale” finalizzate a sottrarre al mercato i propri impianti di trattamento.
Un provvedimento emanato il giorno dopo la pubblicazione della sentenza del TAR Emilia-Romagna (vedasi nostra circolare: www.unirima.it/sentenza-tar-emilia-romagna-su-impianti-forsu/) che ha definito “illegittima” la decisione della Regione di qualificare come ‘minimi’ i propri impianti di recupero dei rifiuti organici. Scelta che era stata precedentemente censurata dall’Antitrust secondo cui nonostante la presenza di un numero di impianti adeguato, sia Emilia-Romagna che Friuli Venezia Giulia avrebbero utilizzato il meccanismo creato da Arera “con finalità intenzionalmente protezionistiche” per “sottrarre alle dinamiche di mercato l’intera produzione di forsu regionale”.
Fonte:
Sito dell’ARERA: www.arera.it/it/docs/23/009-23
Articolo di Ricicla TV: www.riciclanews.it/tariffe-cancello-impianti-arera-avvia-verifica
Il TAR dell’Emilia-Romagna ha annullato la Delibera 801_della Giunta Regionale Emilia Romagna con la quale la Regione aveva sottratto al mercato i propri impianti di recupero dei rifiuti organici, provvedimento che era stato definito già dall’Antitrust come lesivo della concorrenza.
Questo il testo della sentenza: TAR Emilia Romagna impianti minimi 16_01_2023
Il TAR regionale ha disposto quindi l’annullamento della delibera del maggio 2022 con la quale erano stati individuati gli impianti ‘minimi’ di compostaggio e digestione anaerobica da assoggettare al nuovo sistema di tariffazione definito dall’autorità di regolazione Arera, pertanto gli impianti per il recupero dei rifiuti organici in Emilia-Romagna dovranno tornare sul mercato
Il provvedimento è scaturito dal ricorso di un operatore privato del settore, contro la decisione di una società pubblica di gestione rifiuti del ferrarese di affidare il trattamento della frazione organica non al mercato tramite gare pubbliche ma a operatori specifici con procedura negoziata. Una scelta motivata, secondo il gestore pubblico, dal provvedimento col quale la Regione aveva individuato, ai sensi della disciplina Arera, gli impianti “minimi”, ovvero indispensabili alla chiusura del ciclo rifiuti, disponendo che i rifiuti organici prodotti nel territorio regionale dovessero essere destinati “esclusivamente ad operazioni di recupero da effettuarsi presso i suddetti impianti”, si legge nella sentenza del TAR. Accogliendo il ricorso dell’operatore privato, il TAR ha chiarito che il sistema definito da Arera “non prevede alcuna deroga al regime dell’evidenza pubblica per la selezione dell’affidatario dei servizi di trattamento/recupero della forsu”, disponendo quindi l’annullamento della delibera di giunta regionale, oltre che dei provvedimenti legati all’affidamento del servizio di trattamento della forsu, inclusi i contratti di appalto che nel frattempo erano stati stipulati.
La scelta della Regione Emilia-Romagna di qualificare come ‘minimi’ i propri impianti era stata censurata dall’antitrust in una segnalazione a governo e Parlamento
In essa l’AGCM sottolineava come questa fosse stata adottata “con finalità intenzionalmente protezionistiche”, visto che il sistema di tariffe al cancello di Arera è nato per “evitare l’applicazione di prezzi eccessivi da parte dei pochi impianti esistenti” nelle regioni meno infrastrutturate, si leggeva nella segnalazione, e che l’Emilia dispone invece di un numero di impianti adeguato a garantire il trattamento dei rifiuti organici a condizioni di mercato eque.
Vedasi articoli di stampa:
- www.riciclanews.it/rifiuti-organici-tar-annulla-impianti-minimi-emilia-romagna
- www.riciclanews.it/rifiuti-organici-antitrust-regioni
- www.riciclanews.it/rifiuti-tariffe-per-gli-impianti-arera-propone-incentivi-al-recupero
Sono state pubblicate dal Ministero dell’Ambiente le graduatorie definitive dei progetti faro di economia circolare che saranno finanziati dal PNRR,. In totale, nell’ambito delle linee di investimento del Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza dedicate alle quattro filiere faro dell’economia circolare, saranno finanziati 192 progetti per un totale di 464 milioni di euro, rispetto ai 600 milioni di euro complessivi che erano previsti per i progetti faro.
Per quanto riguarda la linee d’intervento per carta e cartone, sono state ammesse 70 proposte progettuali. Qui il dettaglio dei progetti ammessi a finanziamento:
Sono stati approvati inoltre approvati 67 progetti con il fine di realizzare nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e lo scopo di aumentare l’attività di riciclo di plastiche e materie prime critiche. Le proposte di finanziamento per il settore della plastica sono 31, meno rispetto alle altre a causa della complessità tecnologica dei progetti presentati, molti dei quali prevedono l’implementazione di tecnologie avanzate di riciclo molecolare. Per la quarta filiera faro, quella dei tessili, l’obiettivo sarà sfruttare i fondi del PNRR per passare dal riciclo di tradizione a quello d’innovazione: i progetti ammessi sono 25, 13 dei quali presentati da aziende del centro-sud.
Qui il link al sito del Ministero con il dettaglio delle proposte finanziate: www.mite.gov.it/investimento-progetti-faro-economia-circolare
Link ad articoli precedenti:
E’ stato presentato oggi, il Rapporto Rifiuti Urbani 2022 dell’ISPRA. Frutto di una complessa attività di raccolta, analisi ed elaborazione di dati da parte del Centro Nazionale dei Rifiuti e dell’Economia Circolare dell’ISPRA, il rapporto fornisce i dati, aggiornati all’anno 2021, sulla produzione, raccolta differenziata, gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti di imballaggio, compreso l’import/export, a livello nazionale, regionale e provinciale.
Riporta, inoltre, le informazioni sul monitoraggio dell’ISPRA sui costi dei servizi di igiene urbana e sull’applicazione del sistema tariffario. Infine, presenta una ricognizione dello stato di attuazione della pianificazione territoriale aggiornata all’anno 2021. Attraverso un efficace e completo sistema conoscitivo sui rifiuti, si intende fornire un quadro di informazioni oggettivo, puntuale e sempre aggiornato di supporto al legislatore per orientare politiche e interventi adeguati, per monitorarne l’efficacia, introducendo, se necessario, eventuali misure correttive.
Qui il testo completo del rapporto :
Qui il comunicato stampa con la sintesi dei dati:
Nel 2021 la produzione dei rifiuti urbani si attesta a 29,6 milioni di tonnellate, in aumento del 2,3% rispetto al 2020.
La percentuale di raccolta differenziata si attesta al 64%, con una crescita dell’1% rispetto al 2020. I rifiuti di carta e cartone rappresentano il 19,1% del totale.
Il riciclaggio dei rifiuti urbani, calcolato con le nuove metodologie stabilite dalla normativa europea, si attesta al 48,19%.
Il 19% dei rifiuti urbani (pari a 5,6 milioni di tonnellate) è smaltitoin discarica, c’è una riduzione del 3,4% rispetto al 2020.
Il 18,3% dei rifiuti urbani (pari a 5,4 milioni di tonnellate) è andato ad incenerimento, il dato evidenzia un incremento dell’1,6% rispetto al 2020. Su 37 impianti di incenerimento operativi in Italia, 26 si trovano al Nord (di cui 13 in Lombardia 13 impianti e 7 in Emilia-Romagna).
Il recupero complessivo degli imballaggi è pari all’82,6% dell’immesso al consumo, in lieve calo rispetto al 2020.
Nel 2021 sono state esportate 659mila tonnellate di rifiuti e ne sono state importate 219mila. Le Regioni che esportano di più sono Lazio e Campania.
Il costo medio nazionale annuo pro capite di gestione dei rifiuti urbani è pari a 194,5 euro/abitante, in aumento di 8,9 euro ad abitante rispetto al 2020 (era 185,6 euro/abitante). Per i Comuni che hanno adottato una tariffazione puntuale il costo annuo pro capite è inferiore ed è pari a 180,5 euro/abitante.
Link al sito dell’Ispra:https://www.isprambiente.gov.it/it/events/presentazione-del-rapporto-rifiuti-urbani-edizione-2022 )

