In forte sofferenza il mercato del riciclo della carta
La Cina assorbiva il 76% dell’export europeo di macero, ma da gennaio ha chiuso le frontiere: in Italia quotazioni a picco e stoccaggi al limite in assenza di altri sbocchi
DI VERONICA ULIVIERI
Fino a pochi mesi fa, l’Italia esportava un terzo del proprio macero, per poi importarlo di nuovo sotto forma di cartone per imballaggi e carta grafica. Più della metà andava verso un unico paese, la Cina, ma ora che Pechino ha di fatto chiuso le frontiere a vari tipi di rifiuti da riciclare, carta compresa, la contraddizione italiana è esplosa. E così, mentre la mossa del gigante asiatico ha messo in difficoltà numerose economie, dalla Gran Bretagna agli Usa, in Italia il mercato è andato subito in sofferenza. “Abbiamo assistito a un crollo vertiginoso delle quotazioni della carta da macero, con un prezzo che si è ridotto rispetto a luglio 2017 di circa il 70%”, spiega Francesco Sicilia, direttore di Unirima, l’Unione delle aziende che trattano la carta per avviarla al riciclo.
Nell’articolo su Paper Industry il riferimento alla lettera inviata da Unirima al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.



