Il Ministero della Transizione Ecologica, con una nota diramata oggi, ha reso noto che sono stati prorogati di 30 giorni, i termini per la presentazione delle domande per i fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per l’economia circolare. I termini, inizialmente fissati a metà febbraio (per la linea di intervento B dedicata al riciclo di carta e cartone la scadenza era lunedì prossimo 14 febbraio), vanno ora dal 16 al 23 marzo, a seconda della linea di intervento.
Roma, 7 febbraio 2022 – UNIRIMA esprime una profonda preoccupazione per i limiti all’accesso ai fondi del PNRR della Missione M2C1, destinati alla realizzazione dei progetti faro e finalizzati ad ammodernare gli impianti di riciclo dei rifiuti di carta e cartone.
Di seguito l’agenzia ANSA che riporta la notizia di come L’Arera ha azzerato per il primo trimestre 2022 gli oneri generali di sistema per tutte le medie-grandi imprese con potenza pari o superiore a 16,5 kW.
Di seguito l’estratto della dichiarazione di Unirima, dall’articolo del quotidiano “Domani” dal titolo “Effetto Amazon: la carta da giornale ormai è più rara dei microchip“
E’ stato pubblicato nel supplemento Ordinario n.4 alla Gazzetta Ufficiale n.16 del 21 gennaio 2022 il DPCM 17 dicembre 2021 inerente il Modello Unico di dichiarazione ambientale (MUD) 2022. Quest’anno il termine per la compilazione del MUD è stato fissato al 21 maggio 2022.
Il rialzo dei costi energetici e il conseguente impatto su cittadini e imprese sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti. Rischia, infatti, di assestarsi come problema strutturale e di sistema che inciderà in profondità sui processi economici. A livello comunitario, non si riesce ad affrontare il problema con adeguata risolutezza e coesione. In queste settimane, nonostante diversi scontri e momenti di confronto, le istituzioni europee e i loro leader non hanno ancora trovato un accordo sui prezzi dell’energia. Divisioni, fratture e divergenze di interessi hanno provocato un’impasse che lascia incognite enormi per molti Paesi come l’Italia, la cui dipendenza dall’importazione dei beni energetici pesa come un macigno su ogni ipotesi di programmazione strategica. Il nulla di fatto partorito a livello comunitario ha costretto il nostro Governo a intervenire pochi giorni dopo, in extremis, tramite un emendamento alla Legge di Bilancio.
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Il 2022 si apre con snodi cruciali, destinati a incidere in profondità sugli equilibri politici italiani. L’elezione del presidente della Repubblica potrebbe infatti innescare un effetto domino sulla tenuta della maggioranza. Una volta superata questa fase e con un quadro chiaro e assestato, sarà necessario concentrarsi su alcuni passaggi determinanti per garantire all’Italia una crescita economica solida e duratura. In particolare, occorre chiarire ruolo e funzione delle imprese e quale sarà il terreno su cui esse si troveranno a operare nei prossimi anni. Senza un ecosistema sano e funzionale, molte realtà del nostro Paese rischiano di non poter sprigionare il proprio potenziale, disperdendo così la carica propulsiva di un volano formidabile per l’Italia. Un concetto ancor più valido per le realtà attiva nel settore dell’economia circolare, all’interno di una fase storica in cui la transizione ecologica sembra essere diventata la priorità ineludibile di tutti. Ma, come spesso accade, tra dichiarazioni di intenti e realtà dei fatti troppo spesso si è registrato un avvilente scollamento. Ed è proprio qui che si gioca il futuro della nostra economia.

